Domande Frequenti


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Domande Generali

Quanto durano i lavori?

Per un appartamento di medie dimensioni è sufficiente un giorno. Per unità più grandi o
con particolari difficoltà, la durata massima è di due giorni.

Quale materiale viene utilizzato?

Nelle intercapedini consigliamo prevalentemente il fiocco di vetro, perché a parità di
spessore garantisce un migliore isolamento. Con intercapedini superiori ai 15 cm, è valida
anche la cellulosa, che grazie alla maggiore massività lavora meglio in estate (sfasamento
termico). Va precisato che lo sfasamento termico nel sottotetto è di fatto irrilevante;
assume invece importanza nella coibentazione della falda.

Quanti fori vengono realizzati?

Il numero e la disposizione dei fori dipendono dallo spessore dell’intercapedine, ma
indicativamente ad interasse di un metro. In verticale sono quasi sempre previsti tre fori:
uno centrale e due a circa 30 cm da pavimento e soffitto.

Come si verifica il corretto riempimento della parete?

I macchinari utilizzati non sono semplici soffianti, ma sono dotati di sensori di pressione
che monitorano l’inserimento del materiale. Il sistema segnala automaticamente il
raggiungimento della saturazione dell’intercapedine, in modo analogo alle pistole delle
pompe di carburante.

Di quanti gradi aumenta la temperatura interna?

Di nessun grado. Il concetto di “guadagnare gradi” è un falso mito, spesso usato in modo
scorretto a fini commerciali. L’insufflaggio consente di ridurre le dispersioni: a parità di
comfort (ad esempio 22 °C impostati sul termostato), la caldaia lavora meno per
raggiungere e mantenere la temperatura desiderata. L’unico dato oggettivo misurabile è
l’aumento del tempo di raffreddamento dell’ambiente dopo lo spegnimento dell’impianto
(ΔT), tipico ad esempio dei piani superiori con sottotetto non isolato.

L’insufflaggio migliora la classe energetica?

Sì se l’intercapedine ha uno spessore adeguato rispetto ai valori di trasmittanza previsti
dalla normativa (indicativamente oltre 10 cm). In questo caso l’intervento è riconosciuto
anche ai fini dei bonus fiscali. Va però chiarito che la classe energetica non dipende solo
dall’isolamento delle pareti. Concorrono anche: infissi; cassonetti delle tapparelle; caldaia;
impianto di climatizzazione; fotovoltaico; solare termico; sistemi domotici.

Sono previste detrazioni fiscali?

Sì. Attualmente è confermato il bonus del 50% per il recupero del patrimonio edilizio,
categoria nella quale rientra l’insufflaggio. Il bonus per l’efficientamento energetico è stato
invece ridotto dal 65% al 36% e richiede una pratica asseverata redatta da un
termotecnico, con costi spesso sproporzionati rispetto al valore dell’intervento.

È necessaria la comunicazione all'ENEA?

Sì, ma non è necessaria nessuna "Pratica". Per il recupero del patrimonio edilizio, è
sufficiente una semplice comunicazione da trasmetere online all'ENEA, tramite il portale
dedicato, entro 90 giorni dalla fine dei lavori o, in mancanza di obbligo di questa, dalla data
della fattura; è necessaria per accedere alla detrazione del 50% e non riguarda
l’Ecobonus. La procedura avviene tramite SPID o CIE, con l’inserimento di dati tecnici su
materiali, superfici e costi (forniti da noi a fine lavori). Può essere presentata dal beneficiario o da un tecnico abilitato e richiede la conservazione della documentazione.

È possibile pagare a rate?

Sì. È possibile valutare un finanziamento dedicato, caso per caso.

Ha senso isolare la parete dietro i termosifoni?

Dipende dai casi. Si possono utilizzare pannelli termoriflettenti, pannelli rigidi o pannelli
sottovuoto ad alta resa. I pannelli sottovuoto hanno una conduttività molto bassa (λ 0,002
contro EPS λ 0,035), ma il rendimento reale dipende anche se avviene il contatto con
superfici soggette a forti differenze di temperatura.

I materiali sono sicuri per la salute?

Sì. Utilizziamo materiali naturali o minerali certificati (cellulosa stabilizzata, lana di vetro,
fibra di legno) privi di VOC, formaldeide o sostanze nocive. Sono inerti una volta insufflati
e non rilasciano polveri nell'ambiente abitato. I fori di iniezione vengono sigillati con malta
o stucco compatibile con l'intonaco esistente.

Posso abitare in casa durante i lavori?

Assolutamente sì. L'intervento è rapido (quasi sempre un giorno) e non invasivo: nessuna
polvere negli ambienti, nessun rumore prolungato, nessun bisogno di sgomberare mobili o
lasciare l'abitazione. I tecnici lavorano dall'esterno o da punti interni impattando al minimo
con la vita quotidiana.

L'insufflaggio può causare problemi di umidità o muffa?

No — anzi, lo previene. L'umidità di condensa nasce quando l'aria calda incontra superfici
fredde. Isolando l'intercapedine, la parete interna si scalda e resta sopra il punto di
rugiada: il vapore non condensa più. Attenzione però: se esistono infiltrazioni d'acqua
dall'esterno, vanno risolte prima dell'intervento.

I fori si vedono? Come vengono chiusi?

I fori hanno un diametro di 20–25 mm. Dopo l'insufflaggio vengono sigillati con malta o
stucco dello stesso colore dell'intonaco. In oltre 20 anni, nessun cliente ha segnalato
problemi estetici visibili a distanza normale.

Come si comporta l'isolamento in estate?

Riduce il surriscaldamento estivo grazie allo sfasamento termico: il calore impiega più
tempo ad attraversare la parete isolata, mantenendo gli ambienti freschi nelle ore più
calde. Materiali con maggiore massa volumetrica (es. cellulosa) offrono uno sfasamento
superiore — utile soprattutto per le falde dei tetti.

Cosa succede se nell’intercapedine c’è già un isolamento preesistente?

Verifichiamo lo stato dell’intercapedine tramite endoscopia; l’eventuale materiale isolante
già presente, in genere, non pone limiti all’insufflaggio, poiché i pannelli esistenti vengono
pressati dal nuovo coibente insufflato.

Cosa succede se in futuro devo aprire un muro?

L'insufflaggio non è strutturale: se in futuro serve aprire una parete per impianti o
modifiche, il materiale isolante può essere rimosso localmente senza problemi. Una volta
chiusa la parete, basterà reintegrare l'isolante nella zona interessata — operazione rapida
e a basso costo.

Qual è la differenza tra insufflaggio e cappotto termico?

Il cappotto isola dall'esterno (o dall'interno) aggiungendo spessore alla parete e sottraendo spazio abitativo; l'insufflaggio riempie lo spazio esistente senza modificare facciate o
volumetrie.
Il cappotto è ideale quando si ristruttura completamente la facciata; l'insufflaggio è la
scelta migliore quando si vuole isolare senza cantieri invasivi, senza modificare l'estetica
dell'edificio e con tempi e costi ridotti. Spesso i due sistemi sono complementari.

Ma se ho già il cappotto termico, a cosa serve l’insufflaggio?

Se il cappotto termico viene realizzato su una parete in cui è presente un’intercapedine
vuota, quest’ultima è quasi sempre in comunicazione con i cassonetti delle tapparelle che,
per loro natura, si trovano verso l’esterno. L’intercapedine è quindi costantemente
interessata da aria fredda proveniente dall’esterno.
Anche in assenza di cassonetti, i moti convettivi che si innescano nello spazio vuoto
dell’intercapedine possono vanificare, o comunque ridurre in modo significativo, l’efficacia
della coibentazione termica realizzata con il cappotto.

L'intervento richiede l'approvazione dell'assemblea condominiale?

Dipende da dove si interviene.
Se isoli solo le tue pareti perimetrali intervenendo dall'interno, non serve l'approvazione: è
un intervento sulla tua proprietà privata.
Vale anche per i sottotetti ma la comunicazione all'amministratore di condominio è
raccomandata.
Se invece si tratta di pareti esterne comuni o di un intervento su tutta la facciata, serve il
via libera dell'assemblea.

Posso isolare solo il mio appartamento in un condominio non isolato?

Sì, e spesso è la scelta più intelligente. Isolare le tue pareti perimetrali (soprattutto verso
l'esterno o verso locali non riscaldati) riduce le dispersioni termiche della tua unità,
indipendentemente dal resto dell'edificio. Il risultato? Meno freddo ai piedi, meno
condensa sui muri, bollette più leggere — senza dover convincere gli altri condòmini.

Cosa succede se un vicino non isola e crea un "ponte termico" laterale?

È un dubbio legittimo, ma meno critico di quanto si pensi. Il ponte termico laterale non
esiste se i locali confinanti sono abitati e quindi anch'essi caldi.

Si può intervenire su edifici vincolati dalla Soprintendenza?

Sì, ed è spesso la soluzione preferita dagli uffici competenti. L'insufflaggio non modifica
l'estetica esterna né interna dell'edificio: nessun cappotto, nessuna alterazione delle
facciate storiche. I fori di iniezione (20–25 mm) vengono realizzati in punti discreti e sigillati
con malta compatibile. In molti casi, la Soprintendenza preferisce questa tecnica proprio
per il suo carattere non invasivo.

L'insufflaggio è compatibile con murature in pietra o mattoni a faccia vista?

Sì, purché l'intercapedine esista e sia di spessore sufficiente a garantire il risultato. Le
murature storiche spesso hanno cavità irregolari: in questi casi utilizziamo materiali idonei
che meglio si adattano meglio agli spazi non uniformi.
Prima di procedere, effettuiamo sempre un'ispezione endoscopica per verificare lo stato
della cavità.

Devo preparare qualcosa prima dell'intervento?

Poco, ma è utile saperlo:
se i fori vengono fatti dall'interno, spostare mobili o quadri appesi nella zona di lavoro (circa 50 cm dalla parete);
se dall'esterno, assicurarsi che il passaggio per i nostri mezzi siano liberi;
Nessun bisogno di staccare corrente o chiudere l'acqua.
Il nostro team arriva autonomo con tutto il necessario e si occupa di tutto — tu devi solo
essere presente per l'accesso.

I macchinari sono rumorosi?

Rumore moderato, simile a un aspirapolvere potente, e per brevi intervalli. Non è continuo:
il macchinario si ferma automaticamente al raggiungimento della saturazione. In
un'abitazione standard, l'intervento dura 4–6 ore totali — spesso meno di una giornata
lavorativa.

Si genera molta polvere durante l’intervento?

Utilizziamo attrezzature dotate di sistemi di aspirazione che raccolgono la polvere già
durante le operazioni di foratura. Anche nella fase di riempimento delle cavità, il materiale
isolante viene insufflato direttamente dall’unità mobile all’interno della parete tramite
appositi tubi, senza dispersioni nell’ambiente.
Al termine dell’intervento, eventuali residui di polvere in prossimità dei fori vengono aspirati
e puliti con cura. Non si tratta di un ambiente sterile, ma il disagio per chi abita l’immobile è
contenuto e temporaneo.

I materiali isolanti sono riciclabili o biodegradabili?

I materiali che utilizziamo hanno un ridotto impatto ambientale e sono idonei all’impiego in
edilizia abitativa.
In particolare, la cellulosa deriva per l’80–90% da carta riciclata ed è biodegradabile e
compostabile a fine vita; la lana di vetro o minerale non è biodegradabile, ma può essere
riciclata più volte; la fibra di legno è un materiale naturale, rinnovabile e biodegradabile.
Tutti i materiali sono corredati da certificazioni ambientali e risultano compatibili con un
utilizzo residenziale sicuro e duraturo.

L'insufflaggio aiuta davvero il clima?

Sì, in modo diretto e misurabile. Ogni intervento riduce i consumi di gas/metano per il
riscaldamento — e quindi le emissioni di CO . Un appartamento ₂ medio di 80 m² può
ridurre di notevolmente le proprie emissioni.
Non è solo un risparmio per te: è un contributo concreto alla transizione energetica, senza
dover cambiare caldaia o abitudini.

I materiali isolanti sono ignifughi?

Sì. Tutti i materiali che utilizziamo hanno classificazione al fuoco conforme alla normativa
europea:
Lana di vetro/minerale: classe A1 (incombustibile);
Cellulosa: classe B-s1,d0 (difficilmente infiammabile, con additivi ignifughi);
Fibra di legno: classe B-s2,d0 (trattata per resistere al fuoco).
L'insufflaggio non crea rischi aggiuntivi, anzi, in alcuni casi migliora la resistenza al fuoco.

I materiali rilasciano polveri o odori una volta installati?

No. Una volta insufflati e correttamente compattati all’interno delle pareti, i materiali
risultano stabili e non rilasciano polveri nell’ambiente.
La cellulosa può avere, nei primi giorni, un lieve odore naturale di carta, paragonabile a
quello di un libro nuovo; il fiocco di legno può ricordare il profumo del legno lavorato. Si
tratta in ogni caso di sensazioni leggere e temporanee, che scompaiono normalmente
entro 48–72 ore. La lana di vetro e la fibra di legno non rilasciano odori né polveri una volta installate. I fori di iniezione vengono inoltre sigillati ermeticamente al termine dell’intervento.

L’insufflaggio elimina completamente la muffa?

Non sempre: il risultato dipende dalle cause che hanno generato il problema.
Quando la muffa è dovuta principalmente a condensa superficiale, causata da pareti
fredde in presenza di una normale umidità interna, l’insufflaggio risulta spesso risolutivo.
Migliorando l’isolamento, la parete si scalda e le condizioni favorevoli alla formazione della
muffa vengono meno.
In presenza invece di un’umidità interna molto elevata, oppure in punti particolarmente
critici dell’edificio (ad esempio sotto i davanzali, in prossimità di balconi o di serramenti
non correttamente posati), il fenomeno della condensa può comunque ripresentarsi. In
questi casi l’insufflaggio resta comunque un intervento utile, ma può essere necessario
affiancarlo ad ulteriori accorgimenti.

Dopo l’intervento posso abbassare la temperatura del termostato?

In molti casi sì. Con le pareti correttamente isolate, il comfort percepito tende ad
aumentare anche a temperature ambiente leggermente inferiori (ad esempio 20 °C invece
di 22 °C). Questo avviene perché le superfici dell’edificio (pareti, pavimenti) risultano più
calde e riducono la sensazione di freddo irradiato verso il corpo.
La possibilità di abbassare il set-point del termostato e l’entità del risparmio energetico
dipendono tuttavia da diversi fattori, tra cui le caratteristiche dell’edificio, l’impianto di
riscaldamento, le abitudini di utilizzo e le condizioni climatiche. In condizioni favorevoli, la
riduzione dei consumi può essere significativa, ma non è possibile garantire valori
standard validi per ogni situazione.

Cosa non fa l'insufflaggio?

È giusto essere chiari:
non compensa dispersioni causate da infissi deteriorati (una finestra rotta resta un punto
debole);
non risolve ponti termici strutturali non trattati (es. balconi a sbalzo non isolati);
non elimina umidità da infiltrazione attiva;
non trasforma una casa classe G in classe A da solo (serve un pacchetto integrato).
L'insufflaggio è una soluzione mirata e potente, ma va inserita nel contesto giusto. Lo
valutiamo insieme durante il sopralluogo.

Perché consigliate il fiocco di vetro per le intercapedini strette?

Il fiocco di vetro ha una conducibilità termica (λ) molto bassa, il che significa che, a parità
di spessore, isola meglio rispetto ad altri materiali.
Grazie alla sua consistenza leggera e comprimibile, si adatta facilmente anche alle
intercapedini più strette, garantendo un isolamento omogeneo e senza punti freddi.

La cellulosa attira insetti o roditori?

No. I materiali isolanti utilizzati per l’insufflaggio non sono riconosciuti come nutrimento da
insetti o roditori. Il fiocco di vetro, per sua natura, è completamente inerte e non suscita
alcun interesse da parte della fauna.
La cellulosa, pur derivando da carta riciclata, viene trattata con specifici additivi che non
la rendono appetibile e repulsiva per insetti e roditori, impedendo che venga utilizzata
come alimento o come materiale di nidificazione.
Si tratta di un materiale impiegato da molti decenni in Europa e in Nord America;
nell’esperienza applicativa consolidata non risultano casi documentati di infestazioni
direttamente riconducibili al materiale isolante.

L'insufflaggio è compatibile con la ventilazione meccanica controllata (VMC)?

Sì, ed è una combinazione ideale. L'insufflaggio riduce le dispersioni; la VMC garantisce il
ricambio d'aria senza spalancare finestre (e senza perdere calore). Insieme, creano un
ambiente ben isolato ma non stagnante, fondamentale per salubrità e comfort.

Cosa succede se nell'intercapedine ci sono tubazioni o impianti?

Lo verifichiamo con endoscopia prima di procedere. Se le tubazioni non sono isolate,
l'insufflaggio le avvolge e protegge termicamente. Se si tratta di tubazioni di carico idrico
(acqua fredda) l'insufflaggio elimina la condensa sugli impianti stessi.

Posso isolare una parete con intercapedine inferiore a 5 cm?

Sì, ma con benefici ridotti. Con spessori minori 5 cm, la riduzione delle dispersioni è
limitata. Valutiamo sempre il rapporto costo/beneficio: a volte conviene intervenire solo
sulle pareti con intercapedini adeguate, o abbinare l'insufflaggio a un cappotto interno
leggero.

Quanto tempo ci vuole per "ammortizzare" l'intervento?

Dipende dalla quantità di superficie trattata, dalle dispersioni iniziali (casa molto dispersiva
= risparmio maggiore), dal costo dell'energia (gas, pellets, ecc.).
Indicativamente, un appartamento medio di 80 m² con riscaldamento a gas, il ritorno
economico si aggira tra 4 e 7 anni, considerando solo il risparmio energetico. Questo dato
si dimezza considerando le agevolazioni fiscali attualmente in essere.
Se si aggiunge il valore immobiliare aumentato e il comfort migliorato, il ROI è ancora più
rapido.

Categoria B2B – Progettisti e Imprese

Fornite documentazione tecnica per capitolati e computi?

Sì. Su specifica richiesta mettiamo a disposizione documentazione tecnica a supporto
della progettazione e della redazione dei capitolati, tra cui:
– schede tecniche dei materiali impiegati (valori di conducibilità termica dichiarati, reazione
al fuoco, permeabilità al vapore);
– dettagli costruttivi in formato CAD e/o PDF relativi agli interventi su intercapedini e
sottotetti;
– relazioni tecniche descrittive di supporto, utilizzabili come integrazione agli elaborati di
progetto;
– campioni fisici dei materiali, ove necessario, per valutazioni comparative.
Collaboriamo in modo continuativo con studi di progettazione e direzioni lavori; la
documentazione fornita ha funzione di supporto tecnico e informativo e non sostituisce le
verifiche, le scelte progettuali e le responsabilità proprie del professionista incaricato.

Come garantite l’intervento?

Ogni intervento viene documentato in modo completo, mediante: certificato di conformità
del lotto di materiale utilizzato; fotografie comprovanti l’intervento; report di saturazione del
macchinario, indicante volume insufflato e densità di posa effettiva e dati tecnici che
vengono riportati sul Certificato di Garanzia. Inoltre rilasciamo tavola grafica dell'unità con
indicati i vari spessori riscontrati durante le operazioni di foratura.
Questa documentazione consente al termotecnico di redigere l’APE utilizzando dati reali
misurati, anziché valori presunti, aumentando la precisione e l’affidabilità della
certificazione energetica.

Manutenzione e Garanzia

Manutenzione e Garanzia

L'insufflaggio non richiede manutenzione particolare una volta installato. Il materiale isolante rimane stabile nel tempo e non necessita di interventi.

Tuttavia, è consigliabile verificare periodicamente che non ci siano danni causati da infiltrazioni.

Il lavoro è certificato?

Sì. Rilasciamo "Certificato di Garanzia" riportante i dati tecnici e fotografici comprovanti l'avvenuto intervento. In oltre 20 anni, nessun cliente ha mai avuto bisogno di ripetere l’intervento.

La Garanzia è un documento fondamentale per il termotecnico che si occuperà della redazione dell'APE (Attestato di Prestazione Energetica)

Quanto dura l'isolamento nel tempo?

I materiali isolanti utilizzati hanno una durata molto lunga, generalmente 30-50 anni o più, a seconda del tipo di materiale e delle condizioni ambientali.

Questo rende l'insufflaggio un investimento a lungo termine per la tua proprietà.
IN.SOLO S.r.l. Sede: via Nìnola, 17 24050 Calcinate (BG) C.F. e P.IVA: 04698740166 Nr. REA: BG-482494  - Cookie Policy - credits